Pubblicato il

Il pesciolino Nenni

Vi racconto la storia del pesciolino Nenni.

Nenni era un pesciolino rosso,nato e cresciuto dagli umani,era molto vispo e ribelle.

Il pesciolino Nenni viveva in un grande acquario, insieme a moltissimi altri pesci,della sua razza ma di molte varietà e colori.

Nenni non sapeva di preciso dove si trovasse,ma si trovava in un negozio per animali.lui non lo sapeva,vedeva solo durante la giornata molte enormi facce di persone che lo osservavano dal di fuori e di tanto in tanto un retino che entrava nella sua vasca e pescava qualche suo compagno.

Il pesciolino Nenni era un gran bel pesce,a forma allungata  e di un colore rosso vivo due bellissimi occhioni neri che si muovevano di continuo.

Il pesciolino Nenni amava stare sempre a galla

Era un pesce molto intelligente,sapeva l’orario in cui si mangiava;doveva prepararsi altrimenti gli altri pesci lo avrebbero lasciato con la pancina vuota.

Ma Nenni aveva solo un problema;era pauroso,Nenni non riusciva a nuotare verso il fondo.era terrorizzato,ogni volta che ci provava gli tremavano le pinne e così risaliva.

Il pesciolino Nenni per qualche strana causa che nessuno conosceva,non sapeva nuotare verso il fondo,colpa della sua paura stava sempre a pelo d’acqua vicino all’aria.

Gli altri pesci.lo osservavano in modo strano e lui si sentiva “diverso da loro” e pensava che quel retino non l’avrebbe mai pescato,proprio perchè sevondo lui stando sempre a galla pensavano fosse malato.

Non era malato,era solo troppo pauroso,sul fondo c’era un grosso castello da cui uscivano delle grosse bolle che lo disturbavano parecchio.

Un giorno quando Nenni non se l’aspettava aveva visto il grosso retino andare verso di lui. Continua a leggere Il pesciolino Nenni

Pubblicato il

La storia della rondine Clelia

Clelia era una bellissima rondine,come tutte amava viaggiare e volare sempre verso paesi caldi.

Aveva da poco lasciato la sua famiglia,era cresciuta,era indipendente,era grande!

Clelia si stava preparando a lasciare il suo nido,stava arrivando l’aria fredda e le sue piume si arruffavano dai brividi,era il momento di prepararsi al grande viaggio!

Il viaggio di Clelia

Era il suo primo viaggio da sola,senza mamma e papà accanto,una parte di sè un pò  impaurita,e l’altra piena di stimoli e coraggio.

Continua a leggere La storia della rondine Clelia

Pubblicato il

La storia del Bruco brontolone

Oggi con questo tempo mi sento “ispirata”.

Così vi racconto una storia che al mio bambino piace tantissimo.

“Il Bruco Brontolone” così chiamato per il suo carattere scontroso,si aggirava nell’estate scorsa spesso nel mio giardino.

Gli piaceva mangiare la mia insalata e posarsi sulle foglie dei miei fiorellini.

Il Bruco Brontolone un giorno si posò sulla foglia della mia orchidea,lei lo guardò e gli disse

“Ciao cosa fai sulla mia foglia?Non avrai intenzione di mangiarmela?”

Rispose “No assolutamente,non ti impicciare, io voglio solo guardarti e ammirare i tuoi colori,non so perchè ma mi attirano molto!”

L’orchidea stupita di quella risposta un pò aggressiva,si rigirò a guardare il sole.

Il Bruco Brontolone se ne andò,continuò il suo percorso nel giardino di casa mia,molto lento ma sicuro di sè e con quell’aria un pò da “spavaldo”.

Si rimise nell’orto a mangiarmi l’insalata e a pancia piena andò a dormire nella sua casetta sotterranea.

Il giorno seguente,alla sua uscita vide una bellissima farfalla variopinta posarsi sul fiore che piaceva a lui,pensò ai suoi meravigliosi colori i quali s’intonavano bene con quelli dei petali dell’orchidea,ma si trovò stranito,provava un sentimento estraneo,si sentiva “geloso”che una creatura così bella si fosse posata sul suo fiore preferito.

Profondamente rammaricato tornò indietro e decise di posarsi sul vaso del Girasole.

Il Bruco Brontolone,lo guardò a lungo,notò come questo bellissimo fiore fissava sempre il sole e lo seguiva gli disse:

“ciao ma perchè fissi sempre il sole senza mai staccarti?”

rispose al bruco “Io mi chiamo Girasole,e come il mio nome spiega,io amo il sole,non posso fare a meno di guardarlo ed ogni giorno quando se ne và io mi rattristo e abbasso la testa!”

Il Bruco Brontolone capì che provava lo stesso sentimento per quell’orchidea bellissima che ogni giorno,da tempo lui fissava ma, dato il suo carattere poco socievole,non aveva il coraggio di esprimergli tutte le sue emozioni.

Disse tra sè e sè “Domani gli dico a quel fiore che lo fisso perchè è molto bello!”

Se ne andò,questa volta ringraziando e salutando il Girasole,verso la sua tana a dormire.

Il mattino seguente, il Bruco si svegliò,ma non nella sua tana sotterranea ma sul ramo del ciliegio.

Si spaventò,si sentì strano,non era più un bruco ma una farfalla,le sue ali erano di color viola e bianco,grandissime.

Non era più Il Bruco Brontolone,ma una meravigliosa farfalla.

Volò subito verso la sua amata orchidea

“Ciao Orchidea,bellissimo fiore sono io il Bruco Brontolone,mi riconosci?,ti volevo dire che sei bellissima,ma dato il mio brutto carattere non riuscivo ad esprimermi!”

L’orchidea rispose “Grazie,e tu sei una meravigliosa e bellissima farfalla,eri bello anche prima ma non mi hai mai dato la possibilità di dirtelo,Bruco Brontolone!”

Da allora la farfalla e l’orchidea divennero grandi amici,la farfalla ogni giorno visitava il suo fiore e si vollero bene per sempre.