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La storia del gatto Serafino,il sognatore.

Questa  èuna favola avventurosa, è la storia di un gattino molto vivace ed avventuroso di nome :Serafino.

Serafino era un gattino di colore grigio con striature argento,non aveva padroni viveva tra le vie e i vicoli di città,la sua cucina erano i cassonetti della spazzatura dove alcune volte qualche umano poneva degli avanzi,aveva molti amici randagi come lui ma nessuno con il suo sogno:quello di navigare.

Sembrerà strano ma Serafino era l’unico gatto al mondo a non aver paura dell’acqua.

Un giorno incontrò Nerino, che era il gatto nero capo del quartiere e suo amico,  lo salutò:”Ciao Nerino io ho deciso di partire,voglio esaudire il mio sogno”l’amico gli rispose “Come?Dove vai?Che ti salta per la testa ora?” e lui gli disse “Ho deciso di usare la mia barchetta e andare per fiume all’avventura””Ma sei impazzito!Los ai che i gatti non sanno nuotare e perlopiù odiano l’acqua!”disse l’amico e Serafino ribattè “Si ma io sono l’unico gatto al mondo a saper nuotare e a non odiare l’acqua,giorni fa ho trovato questa barchetta di plastica vicino ai cassonetti,per me è un segno,qualcosa nella mia vita cambierà!”il saggio Nerino scrollò la testa, si girò e borbottando qualcosa se ne andò,pur sapendo che Serafino era un gatto molto testardo e troppo sognatore.

Così serafino,dopo una lunga camminata, con la sua barchetta sulla schiena,si dirise verso il fiume,la mise  in acqua e quando la vide partire ci balzò sopra,il fiume era così maestoso,con una corrente fortissima che spinse quà e là la barchetta sempre più con violenza.

Serafino andò nel panico,si mise ad urlare,la testa gli girava la barchetta sbatteva in ogni dove sempre più violentemente e pensò “Questa è la fine!”.

In men che non si dica la sua barchetta si adagiò su un fianco per pian piano sprofondare nel fiume,fortuna volle che vicino ci fu un isoletta molto piccola.

Il gattino con tutte le sue forze si aggrappò e piano piano riuscì a levarsi dalla barchetta ormai sotto all’acqua;stremato e senza forze per chiedere aiuto, si coricò e si addormentò.

Dopo qualche ora  al suo risveglio si guardò intorno,poteva arrampicarsi tra gli alberi del fiume ed arrivare in cima,così fece,si trovò in una zona di aperta campagna dove distante si scrorgeva una casetta con camino fumante.

Serafino disse “Umani,può essere una salvezza potrei trovare del cibo.”da lontano si sentì l’abbaiare di un cane,il gattino tremò di paura,”Un cane devo fare attenzione” pensò ad un piano “Mangerò qualcosa e riprenderò il cammino verso la città”.

Il gattino si mise in cammino verso la casetta,che era molto molto distante contornata da campi,camminò,camminò ed ancora camminò,non ce la fece,le forze,dopo molte ore da un pasto lo lasciarono,le zampine tremavano indebolite, così crollò a terra stremato.

Dopo poco tempo sentì dei passi molto grandi,sembravano umani,Serafino non aveva la forza per muoversi,si sentì sollevato e trasportato chissà dove.

Al suo risveglio il gatto Serafino si trovò in un posto morbido,caldo cosa che non aveva mai provato nella sua vita;aprì gli ochhi ,era in una casa di umani.

Sgranò gli occhi non gli parve vero,era al caldo in una morbida cuccetta ed al suo fianco una ciotola piena di latte e cibo disse “Sono morto?Sono in paradiso?”,si rifocillò.

Si avvicinò a lui l’umano che l’aveva soccorso e gli fece una che i carezza,Serafino per poco ebbe un pò di paura nessun umano si era mai avvicinato,pensando che i gatti randagi fossero malati.

Lui era diverso,era buono era un umano giovane e solo con il suo cagnolino,Serafino si fece accarezzare e cominciò ad avere fiducia.

Ad un certo punto si spalancò la porta ed entrò un cane di media taglia l’umano disse “Denni,hai visto abbiamo un nuovo amico!”il cane gli si avvicino,lo annusò e gli diede un super bacio.Erano diventati amici,non era uno di quei cani di città che al guinzaglio si scagliava contro per acchiapparlo.

Passarono giorni e mesi,Serafino era profondamente felice,quella barchetta ed i suoi sogni gli avevano cambiato davvero la vita,il destino.

Aveva trovato un padrone,ma pensò ancora lla sua vita da randagio che in parte gli mancava come i suoi amici e Nerino,avrebbe voluto incontrarli,ma questa è un’altra storia.