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La Favola del pupazzo Nevino

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Una favola ambientata durante la nevicata dei giorni scorsi;

Aveva nevicato abbastanza  nella nostra piccola città,il giusto da poter fare a palle di neve , finalmente dopo molta attesa è arrivata.

Io e Denis decidemmo, per divertimento, di costruire un pupazzo con la neve,carino,piccolo,con un vaso di plastica per cappello,una carota per naso ,le braccia fatte con due rametti e la bocca disegnata con il dito.

Mancò  qualcosa ,gli mettemmo  un pallone tra le sue braccia ramificate,sembrò più reale.

Denis appena lo vide mi disse “Mamma,Neve!”

“Ah sì vero,dobbiamo dargli un nome,Nevino”

Nevino era piccolo,semplice ma simpatico sembrava un bambino,alla fine della realizzazione tornammo in casa per il pranzo.

Quando Denis si addormentò per il riposino pomeridiano guardai fuori dalla finestra della camera da letto e mi sembrava che Nevino si fosse mosso.

 

a Nevino dava fastidio la neve

Tra me e me dissi “No,non è possibile”

Finite le mie faccende in cucina guardai di nuovo fuori per vedere se nevicava e Nevino si era spostato di parecchio più in là,portandosi sempre più verso la piccola tettoia dove riponiamo solitamente le biciclette.

Decisi di uscire nel giardino,lo guardai,lui sembrava fissarmi negli occhi,mi misi a ridere a squarciagola quando udì una voce “Cosa c ‘è di divertente da ridere?”.Pensai che un pupazzo di neve non poteva assolutamente parlare,solo i bambini potrebbero credere ad una cosa simile.

Invece lui aveva parlato e insistette “Mi dici perchè ridi,anche io lo vorrei tanto!Questa neve che mi cade in testa è fastidiosa!Sono infastidito!Mi copre gli occhi!”

Mi abbassai verso di lui egli pulì i suoi scuri occhietti.

“Grazie” mi disse “però ora vorrei andare un pò più in la e ripararmi verso quella tettoia,mi aiuti?”

Io gli risposi “No non posso,se ti prendo rischerei  di romperti tutto e mi dispiacerebbe,ti posso creare io una tettoia artigianale con due legnetti abbastanza robusti e un foglio di plastica “

Nevino annuì,gli piaceva la mia idea,gli creai una sorta di piccola riparo per lui altrimenti la neve l’avrebbe coperto completamente.

Lo guardai,mi sorrise,mi disse che aveva tanta voglia di giocare al pallone,voleva diventassimo amici,anche se  pensai che fosses tato più indicato diventasse amico del mio bimbo,ma lui al momento dormiva.

“Nevino io sono una mamma e sono un’adulta,non posso più giocare, ho molte cose da fare,devo preparare la torta allo yogurt a Denis e badare a lui!”

Mi rispose “Lo so,ma sò anche che tu in qualche modo sei ancora un pò bambina e che ti piace sognare,ho visto il tuo bimbo,quando si sveglia mandamelo qua,ho voglia di giocare!”

Mi voltai e andai in casa a preparare la meranda,intanto gurdavo Nevino fuori  che mi salutava con le sue braccine a rametto.

Avevo un amico sincero di cuore,cosa che non mi capitava da anni e che forse non mi è mai capitata,mi sentivo emozionata e volevo godere di quella gioia.

Si svegliò Denis ,lo portai subito nel giardino,giocammo fino a sera tarda,eravamo super emozionati di aver un amico così speciale.

Nevino,prima che ce ne andassimo ci ringraziò tantissimo e ci disse “Siete i miei migliori amici!”

La notte seguente ci fu un forte vento e una pioggia copiosa,al risveglio Denis volle salutare Nevino dalla finestra ma non c ‘era più.

Uscimmo la neve di Marzo si era sciolta,e così anche Nevino il nostro amico era scomparso  ma trovammo un biglietto scritto con uno dei pastelli che Denis aveva per caso scordato in giardino,creato con quel foglio di plastica che lo riparava,diceva:

“Amici miei,la pioggia e le temperature mi stanno facendo  sparire,ma io non vi dimentico e vi porto nel mio cuore di ghiaccio,ci rivediamo il prossimo inverno,alla prossima nevicata per molte altre partite con il pallone.Nevino”

Non ci sentivamo tristi,Nevino sarebbe tornato bastava sperare in un’altra nevicata

 

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